
Presentazione
«Nello spazio, tutto si muove: è questo il grande mistero.»
Freddie Mercury ed Elton John sono tra i milioni di persone che sono state toccate dall’opera di David Hockney. Nella mostra Freddie Mercury, mai dire addio, una fotografia del pittore è accompagnata dall'aneddoto sulle «natiche di Peter».
Quando ho saputo della sua scomparsa, lo scorso 11 giugno, ho sentito il bisogno di rendergli omaggio: una quindicina di foto, accompagnate da alcune sue citazioni, sotto il titolo «Il mondo è bello».
Hockney è innanzitutto un’immagine: uno stile, un senso dell’umorismo. Un accento indimenticabile, i capelli decolorati, le risate fragorose, una sigaretta assaporata con gusto. E i bassotti.
E poi arriva il bello: un’opera generosa, ricca di movimento e di colori. Collage di foto inedite.
Trovare la tecnica ideale per rappresentare la realtà…
Quel blu di Hockney: che emozione!
La sua opera è diventata famosa grazie alle sue piscine.
Nel 1978, David Hockney perde l'udito e deve ricorrere all'uso di apparecchi acustici.
Ma la sua pittura, invece, coglie i suoi desideri, l’ebbrezza della sua libertà. Egli cerca la sincerità nella campagna, in ogni collina, in ogni fiore, in ogni albero.
Ama la natura, il suo lavoro: «Un quadro è qualcosa che si realizza con la pittura. Qualcosa che raffigura qualcos’altro. È un tentativo. Non è sempre la realtà, ma la realtà è complessa… Bisogna guardare! Non si può fare jogging allo stesso tempo. Se si guarda davvero, il mondo è bello.»
Il suo intento è quello di insegnare ad aprire gli occhi, a far luce sull’arte di guardare: «È un problema mondiale: la gente è cieca».»
Negli anni 2000, ha sconvolto il mondo dell’arte utilizzando il suo iPad come strumento principale per i suoi nuovi dipinti: «Mio padre mi ha insegnato a non preoccuparmi troppo di ciò che dicono gli altri. Non è un atteggiamento tipico della classe operaia, è piuttosto aristocratico.»
Presentate alla Fondazione Louis Vuitton nel 2010, hanno riscosso un enorme successo tra le nuove generazioni: «Ciò che mi interessa è guardare, pensare in modo semplice. E quando lo si fa, si toccano le persone. Tutti guardano, ma resta da vedere con quale intensità si è disposti a farlo.»
I suoi quadri continueranno a ispirare a lungo i racconti sulla natura. E quelli sugli uomini: «Quando ci si trova di fronte al Grand Canyon, la sensazione di spazio crea una certa tensione. Deriva dal fatto che si ha davanti a sé uno spazio al tempo stesso finito e infinito. Mi sono seduto lì e ho contemplato quell’abisso. Mentre il mio sguardo vagava, ho sentito che ognuno si trova inevitabilmente di fronte a questa domanda: che cos’è lo spazio? Un amico ha osservato il mio quadro del Grand Canyon e ha mormorato: “Deve essere la strada che porta al paradiso”. È molto bello. Quanto a mia sorella, lei pensa che lo spazio sia Dio. Questo mi piace”.
Visto dal cielo, il mondo deve essere ancora magnifico, David.
Buona passeggiata a te! A voi.
David Lawrence.
Informazioni pratiche
Data di inizio
Data di fine
Sede della mostra
Orario della mostra
Da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00: aprile, maggio, giugno,
Da lunedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00: luglio e agosto.
Da mercoledì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00: settembre
Da sabato a domenica, dalle 10.00 alle 19.00: ottobre
Informazioni
Freddie Mercury ed Elton John sono tra i milioni di persone che sono state toccate dall’opera di David Hockney. Nella mostra «Freddie Mercury, non dire mai addio», una fotografia del pittore è accompagnata dall’aneddoto sulle “natiche di Peter”.
Quando ho saputo della sua scomparsa, lo scorso 11 giugno, ho sentito il bisogno di rendergli omaggio: una quindicina di foto, accompagnate da alcune sue citazioni, sotto il titolo «Il mondo è bello».
Hockney è innanzitutto un’immagine: uno stile, un senso dell’umorismo. Un accento indimenticabile, i capelli decolorati, le risate fragorose, una sigaretta assaporata con gusto. E i bassotti.
E poi arriva l’essenziale: un’opera generosa, ricca di movimento e di colori.
Il blu di Hockney.
Diventa famoso grazie alle sue piscine. Nel 1978, viene colpito da sordità totale.
Ma la sua pittura, invece, coglie i suoi desideri, l’ebbrezza della sua libertà. David Hockney cerca la sincerità nella campagna, in ogni collina, in ogni fiore, in ogni albero.
Ama la natura, il suo lavoro: «Un quadro è qualcosa che si realizza con la pittura. Qualcosa che raffigura qualcos’altro. È un tentativo. Non è sempre la realtà, ma la realtà è complessa… Bisogna guardare! Non si può fare jogging allo stesso tempo. Se si guarda davvero, il mondo è bello.»
Il suo intento è quello di insegnare ad aprire gli occhi, a far luce sull’arte di guardare: «È un problema mondiale: la gente è cieca».
Negli anni 2000, ha sconvolto il mondo dell’arte utilizzando il suo iPad come strumento principale per i suoi nuovi dipinti: «Mio padre mi ha insegnato a non preoccuparmi troppo di ciò che dicono gli altri. Non è un atteggiamento tipico della classe operaia, è piuttosto aristocratico».
Esposti alla Fondazione Louis Vuitton nel 2010, hanno riscosso un enorme successo tra le nuove generazioni: «Ciò che mi interessa è guardare, pensare in modo semplice. E quando lo si fa, si toccano le persone. Tutti guardano, ma resta da vedere con quale intensità si è disposti a farlo».
I suoi dipinti continueranno ancora a lungo a illuminare i racconti della natura. Quelli degli uomini.
Vista dall'alto, la Normandia deve essere ancora più bella, David. Sì, il mondo è bello.
Buona passeggiata!
David Lawrence.

